“Non facciamo Diagnosi ma prendiamoci le nostre Responsabilità “

Dopo una lunga sofferenza poiché spesso incastrata in relazioni tossiche , sono giunta a questa conclusione:

Non è importante etichettare il disturbo del nostro (ex) partner – è Narcisista, ne ha solo dei tratti, è borderline, sociopatico, psicopatico, anaffettivo o solo stronzo?-, non abbiamo gli strumenti per farlo al 100% non essendo noi stessi dei medici.

L’importante è riconoscere che c’è un problema perché non si è felici e ci si sente svuotati e non arricchiti nella relazione.

Più importante è chiedersi : perché continuo a stare in una relazione tossica, dove mi sento svalutato, sbagliato, non visto e riconosciuto per il mio valore, non rispettato?

Quanto è nostra responsabilità che questo avvenga?

La responsabilità (attenzione, non la colpa- che secondo me non esiste- ma la responsabilità ) è totalmente nostra. Forse non ci è stato insegnato che abbiamo un valore anche solo perché esistiamo e siamo unici (tutti quanti), forse non ci è stato insegnato che una relazione è scambio e non dare senza ricevere niente o viceversa (che esempio abbiamo avuto?).

È tempo di darci da soli quel valore e quel rispetto per sé stessi, che con molta probabilità non ci è stato insegnato dalla famiglia disfunzionale di origine (tutte le famiglie sono disfunzionali a modo proprio).

Ma soprattutto, restare in una relazione tossica ci fa, per causa di forza maggiore, mettere in atto meccanismi tossici pure a noi (pretendere di cambiare una persona, pretendere di farle aprire gli occhi su delle dinamiche sbagliate che ha con gli altri o con la famiglia, pretendere di tornare al periodo d’oro del love bombing dove tutto era -illusoriamente – “perfetto” e così via).

Una perdita di energie inutile.

Accettare che quella relazione ci fa stare male e che deve terminare è il primo passo.

Andare a colmare da soli – ancora meglio con l’aiuto di un esperto- quel vuoto che abbiamo pensato di riempire con un partner è il secondo.

Continuare a guardarci dentro per sempre, una volta che ci siamo resi conto che l’evoluzione non ha mai fine, è ancora un altro passo.

Per quanto sia molto importante “chiamare le cose con il proprio nome”, non sempre è possibile farlo. Ancora più importante è puntare la luce su di noi e cercare di capire come mai cadiamo in relazioni che ci fanno ammalare.

Voi che ne pensate?

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