“Sono il carnefice di me stesso – la questione della colpa”

Da quando ho aperto il blog ricevo tantissimi messaggi privati di persone che hanno vissuto o stanno vivendo il trauma da abuso narcisistico.

Io non sono una dottoressa quindi non posso fornire nessun consiglio pratico, non mi prenderei mai questa responsabilità. Rimando sempre tutte le persone che mi contattano a chiedere l’aiuto di un esperto (ormai l’ho ripetuto fino alla nausea). Quello che posso fare è condividere le mie esperienze e le mie riflessioni, di modo da offrire il mio umile punto di vista e, laddove riesca, a dare delle parole di conforto perché da tutto questo male si può venire fuori.

Le persone che mi scrivono hanno bisogno proprio di questo: di condividere il loro dolore con altri che hanno passato o stanno vivendo lo stesso tipo di esperienza, in quanto non stiamo parlando di una semplice delusione d’amore (ahimè deludiamo e veniamo delusi in continuazione in ogni ambito della vita) ma di un vera e propria ferita dell’anima di cui bisogna prendersi cura immediatamente.

Il dolore che si prova è così forte che ho sempre pensato possa essere paragonato a prendere la rincorsa e sbattere sonoramente la testa su un blocco di ghiaccio. Non è un semplice accorgersi di aver avuto a che fare con una persona disonesta, quello può accadere molto spesso nella vita. Molte persone mentono per paura, per leggerezza o per evitare un litigio.

Il risveglio dal trauma da abuso narcisistico è diverso. E’ comprendere davvero (e mi viene di dire anche brutalmente) di aver avuto a che fare con un truffatore dei sentimenti in carne ed ossa.

E’ comprendere che tutto quell’amore che pensavamo di ricevere dal narcisista in questione non era reale ma frutto di un inganno studiato a tavolino con un preciso copione. Non è facile da accettare, ma soprattutto, questa crudele nuova consapevolezza apre numerose porte interiori con le quali bisogna iniziare subito a fare i conti (ed aggiungerei – Per fortuna, per imparare a non ricaderci mai più! – )

Non che i segnali di tossicità nella relazione siano mancanti: addirittura le foto, rivedendole tempo dopo, erano un chiaro segno di infelicità nel rapporto. Quanti di voi hanno notato occhi spenti e sorrisi forzati in quelle che credevamo essere foto di coppia uscite bene?

Insomma, stavamo mentendo a noi stessi. Credevamo davvero di essere appagati in una relazione che di appagante non aveva nemmeno l’ombra.

E, ciliegina sulla torta, non sarà sufficiente affrontare il lutto di una perdita brutale, la cruda realtà di aver vissuto una storia immaginaria, di essere rimasti privi di energie e, il più delle volte, di denaro. Occorrerà affrontare un altro mostro: il senso di colpa per aver permesso che questo accadesse nelle nostre vite e la terribile sensazione di essere (o essere stati) i carnefici di noi stessi.

Tutti coloro che mi scrivono ripetono proprio questo: “Sono stata una stupida (o uno stupido) ad averlo permesso”!

In ogni nuova consapevolezza, a mio avviso, c’è sempre una doppia verità. Mi spiego meglio: per quanto non sarebbe stato davvero possibile a volte poter immaginare di aver a che fare con un così abile truffatore, in quanto noi mossi da buona fede, da uno slancio di amore sincero e, permettetemi, da una bella dose di ingenuità, allo stesso tempo che ci sia qualcosa che non vada in noi (qualcosa di irrisolto o di bloccato sul quale, ripeto, è importante lavorare immediatamente) non si può negare.

Su questo proposito vi rimando al mio articolo “Il Narcisista e la (co)dipendente, due bambini abusati”.

Prendersi, però, la responsabilità di aver permesso per tante ragioni personali al narcisista di abusare psicologicamente di noi, non fa di noi dei carnefici.

La questione della colpa qui non sussiste.

Si può davvero avere la colpa di essere ingenui, buoni, mossi da amore sincero? Non credo.

Bisogna semplicemente accettare (“semplicemente” forse in questo caso suona ironico) che esistono persone cattive, sadiche e contorte anche se credevamo che questo non fosse possibile. Qui risiede il nucleo di tutta la nostra ingenuità.

E poi, come si fa a non voler credere a tutte le attenzioni, le dichiarazioni di amore, le promesse fatte dal narcisista nei primi tempi (love bombing)? E’ così meraviglioso sentirsi speciale. Sentirsi finalmente degni di amore, tanto amore (forse pure troppo), tutto quello che ci è mancato in passato e che il narcisista ha fiutato da lontano.

Anche qui purtroppo la risposta è semplice: quando è troppo bello per essere reale, allora non lo è.

Quando riceviamo una proposta di matrimonio da chi non ci conosce bene ma ci frequenta da pochissimo, come possiamo credergli?

Sono tutte lezioni che dobbiamo imparare. Chi ci ama davvero non promette niente. Soprattutto all’inizio.

Chi non l’ha vissuto non lo può comprendere appieno. Anzi, chi non sa di cosa stiamo parlando tenderà a sminuire l’accaduto. Quante volte le persone con le quali ci siamo confidati ci hanno detto frasi come “Ma non lo avevi capito con chi avevi a che fare? Avevi le fette di prosciutto sugli occhi?”.

Come se fosse facile ammettere a se stessi che la storia d’amore più importante della tua vita sia una farsa, una messa in scena, un teatrino macabro dal quale uscirai distrutta.

Questi giudizi ricevuti non fanno altro che aumentare il nostro senso di colpa. Non ascoltateli, dentro di voi sapete. Sapete di sicuro riconoscere a voi stessi che avete permesso a questi lupi di cibarsi delle vostre energie in buona fede. E che se tanto mi dà tanto, di energie vuol dire che ne avevate per due.

Iniziando a volersi bene davvero, a non credere più alle favole, a studiare le persone prima di consegnarci a loro senza riserve, possiamo ricostruirci e diventare più forti di prima.

Le energie per adesso mancano, ma il serbatoio dentro di noi è infinito. Se di energia ne avevi per due prima, adesso sarà più facile averne per una sola persona, te stesso.

Occorre svegliarsi completamente e iniziare a fare i passi giusti verso la guarigione.

Con Affetto Sincero,

Giulia

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