“Quando finisce un amore -differenze tra relazione tossica e relazione sana-”

Quando finisce un amore sembra che ti crolli il mondo addosso.

Il dolore del lutto, la mancanza, la delusione dei sogni infranti, sono tutte emozioni normali che si provano alla fine di un rapporto.

Ma quando a finire è la relazione con il Narcisista, è tutta un’altra storia.

Non è solo affrontare il lutto, la mancanza, o accettare che quella persona non farà più parte della tua quotidianità.

O, nei casi più gravi, affrontare un tradimento.

La fine di una relazione tossica lascia delle conseguenze devastanti che cercherò di raccontare in questo articolo.

A) La punizione del silenzio:

Solitamente, in una relazione sana i due partner si accompagnano verso il totale distacco. L’uno aiuta l’altro (quello dei due che non riesce a superare la rottura) ad accettare la fine del rapporto, con umanità e tolleranza.

Nel caso in cui, invece, vieni mollato (scartato) dal Narcisista, non solo vieni trattato come una busta della spazzatura puzzolente di cui liberarsi al più presto possibile, ma vieni anche lasciato nel silenzio più assordante. Senza un momento di transizione, senza possibilità di appello. Una vera e propria punizione finale.

Si è trattati come un oggetto vecchio di cui non si è più interessati, pronto per essere sostituito con uno nuovo.

Spiegazioni, chiarimenti, confronti, ti vengono negati.

Inutile nemmeno insistere per cercare di acquisire un minimo di dignità in un momento così delicato. Succederà l’impossibile affinché la tua dignità venga nuovamente sotterrata anche in quell’occasione.

B) La crisi di astinenza :

Come ho raccontato nell’articolo “Perché si chiama relazione tossica?”, gli alti e bassi che hanno caratterizzato la storia con il narciso hanno lasciato una dipendenza biochimica dagli ormoni freneticamente rilasciati nella montagna russa emotiva (adrenalina e ossitocina). Tornare alla normalità, ad una situazione priva di stress o di attesa di un gesto d’affetto, provoca al corpo una vera e propria crisi di astinenza. Crampi allo stomaco, sudorazione, insonnia, pianto ininterrotto.

Tutto elevato all’ennesima potenza.

Un ultimo giro all’inferno anche a storia finita.

C) Il dolore di dover accettare l’inganno

L’unica nota positiva della fine della storia tossica è che ci sia la grande possibilità (intesa come occasione) di capire finalmente che adesso siamo liberi. Abbiamo vissuto in un incubo, in un abisso oscuro e da ora in avanti possiamo solamente aspettarci il meglio (se lavoriamo duramente su noi stessi).

Prima di arrivare a questa consapevolezza però, c’è un ostacolo enorme da superare.

Bisogna accettare che la storia che abbiamo vissuto non sia mai esistita davvero. Non conoscevamo chi avevamo di fronte, questo non perché non abbiamo capacità cognitive normali, ma perché siamo stati ingannati. Da un abilissimo attore.

Non si tratta di un tradimento, o di una grandissima delusione. Si tratta di una truffa, una truffa tra le più dolorose perché sentimentale.

È una verità durissima da accettare, lo so. Ma è anche il primo passo per guarire. Prima si accetta che un Narcisista si muove così (come da copione) e non c’è nulla che possiamo fare per cambiarlo, prima si assapora la felicità della liberazione.

Il dolore e la devastazione che si provano nel tentativo di elaborare l’inganno sono, tuttavia, davvero insopportabili.

D) L’incomprensione degli altri

Chi non ci è passato personalmente non può capire cosa significhi provare un dolore così lacerante.

Razionalizzare e capire che si sono gettati mesi, anni o addirittura decenni in una relazione mai esistita, univoca, umiliante, falsa, destabilizzante, frustrante e non aver avuto i mezzi, la forza, la lucidità, l’amor proprio per uscirne prima che fosse troppo tardi è un lavoro enorme da fare.

Un lavoro che prende molto tempo e molte energie.

Le persone a noi care, con tutto il bene del mondo, non capiranno facilmente il tipo di trappola in cui siamo caduti e tenderanno a minimizzare, a sdrammatizzare o, peggio ancora, a farci sentire in colpa per il nostro “errore di valutazione”: “Ma perché ti sei fatta trattare così?”.

La solitudine che si prova in certi momenti è una cassa di risonanza in cui rimbomba il dolore in maniera ancora più fragorosa.

E) La campagna di diffamazione e l’incredulità degli altri

Uscire pulito dalla relazione, anche se ne ha combinate di cotte e di crude, è per il Narcisista l’obiettivo principale.

Questo perché deve preparare il terreno per una futura preda (e passare da vittima – con questa e con gli altri- è più facile che prendersi le proprie responsabilità).

Gettare fango sulla ex è, quindi, una conseguenza scontata.

Può succedere anche che il Narcisista minimizzi l’accaduto “Ci siamo lasciati perché litigavamo tanto”, come se stesse parlando di due bambini delle elementari anziché di adulti che fanno (entrambi) il possibile per rimanere insieme.

Ma quando a bocce ferme si girano tutte le carte ed emerge quindi la verità oscura della storia tossica, abilmente nascosta dal narciso e dalla sua compagna per ragioni diverse (il narciso nasconde perché nascondere è il suo sport preferito, mentre la compagna nasconde perché non aveva idea di quello che stava subendo fino a che non è stata costretta a farlo) succede spesso che chi ascolta questa versione più reale della storia, resti di stucco e senza parole. Detto in altri termini la vittima (odio questa parola, ma non so più quale utilizzare per non ripetermi) non riceverà appoggio da un potenziale ascoltatore, ma solo parole di dubbio e stupore : “Ma non è possibile che lui sia così, sembra davvero una splendida persona”.

Certo, sembrare un brava persona è parte dello show.

Insomma, appena finita una relazione tossica, dobbiamo pure affrontare lo stupore degli altri, quasi difenderci, oltre che elaborare i torti subiti.

F) La paura per il futuro

Volenti o nolenti, per quanto lavoro si possa fare su se stessi, per quante energie si possano spendere per capire, studiare, analizzare l’inganno subito (e tentare di accettarlo) la paura che si possa finire nelle mani di un altro Narcisista è tangibile.

E condizionante.

{A questo proposito, un piccolo messaggio di speranza lo trovate nel mio articolo Non mi fido più di nessuno”.}

Insomma, un vero e proprio incubo che lascia ripercussioni anche alla fine, quella fine che in un primo momento sembra quasi più intollerabile della relazione stessa, un momento di disperazione che suona come un punto di non ritorno.

Mentre in realtà è un regalo del Cielo.

Un regalo grande, pari ad una vincita milionaria al Superenalotto!

Se solo lo si capisse subito!

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