“Il genitore Narcisista – prima parte-”

Nel mio articolo “L’incantesimo del Narcisista: un tozzo di pane e un calcio nel sedere”, ho sottolineato come sia punto essenziale e caratteristica imprescindibile della preda del Vampiro Emotivo avere fame d’amore.

Ma da dove viene questa fame d’amore?

Da una carenza di attenzione, affetto e riconoscimento genitoriale.

Vediamo, in questo articolo, cosa significa più da vicino avere un genitore Narcisista.

{Attenzione: parlare nello specifico di tutte le differenze tra una madre e un padre Narcisista, tra genitori che stanno insieme e separati, tra le differenze di rapporto con figli maschi e figlie femmine, tra “figlio preferito” e “capro espiatorio” è un lavoro che si può fare in più “puntate” . Quello che posso offrirvi oggi, è il mio punto di vista generale basato sui miei studi, sulla mia esperienza personale e su quella delle persone a me care).

1.Il figlio è l’estensione del genitore

Come dicono gli esperti, “un genitore Narcisista considera un figlio una propria estensione”. Non un essere a se stante, con desideri, volontà e ambizioni tutte sue. Al genitore Narcisista non interessa nemmeno sapere chi È davvero suo figlio e che cosa voglia diventare nella vita.

Quello che vuole che il figlio faccia è andare a mettere una toppa sui suoi errori del passato, che lo redima e che gli risolva il senso di fallimento derivante proprio da questi, o che, in caso di scelte di successo, il figlio faccia i suoi stessi passi.

Non importa se a te (figlio) di fare il medico (ad esempio) non importa nulla, o se al solo pensiero di studiare ingegneria ti venga da vomitare. Se il genitore Narcisista pensa che quella per te sia la strada giusta, non si limiterà a darti solo un buon consiglio, ti condizionerà affinché tu faccia quel che dice, pena la privazione del suo amore.

Un ricatto bello e buono che, posso garantirvi, funziona!

Chi è che non vuole essere amato da mamma e papà? Nessuno!

2.Il figlio è un trofeo in pubblico e un problema in privato

Il genitore Narcisista è un grande fanatico, che vuole (come tutti quelli del sua “specie”) riconoscimento e ammirazione ad ogni costo. E nulla da più gratificazione di ricevere complimenti per essere un genitore impeccabile con un figlio perfetto. Anche se sa benissimo che il figlio non è perfetto (sul fatto che non sappia di non essere un genitore impeccabile non ci metterei la mano sul fuoco), lo vende come tale al pubblico con una propaganda esasperata.

Dall’altra parte, però, nella sfera privata il figlio non viene minimamente trattato da “essere perfetto”, anzi, al contrario è sempre fatto sentire sbagliato. Soprattutto se non risponde alle aspettative del punto 1 : in questo caso il figlio viene etichettato come “fallimento” e da questa condizione non esce più.

[Approfondimento: Nel caso in cui il genitore Narcisista si separa e si rifà una vita con un altro/a partner, noto come spesso il figlio venga strumentalizzato (non solo in questa occasione, ahimè) e venduto come “problematico” con il nuovo acquisto. Avere un figlio così, (problematico, appunto) genera una scusa perfetta per non legarsi profondamente con la/il nuova/o compagna/o, perché il genitore Narcisista sarà troppo impegnato a risolvere i casini procurati dal figlio (spacciato quasi come un avanzo di galera) e quindi impossibilitato ad obbligarsi totalmente verso la nuova preda. D’altronde il Narcisista è famoso per non saper prendere impegni sentimentali, tanto vale usare il “figlio” come scusa.

In questo caso, mi suona il tutto come una vera e propria Triangolazione, un generare quindi competizione tra il figlio e il nuovo partner.

Un’altro esempio di Triangolazione è la competizione che il padre Narcisista crea tra la sua figlia femmina e la nuova compagna. La figlia è considerata una moglie e viene trattata come tale, col risultato che la nuova compagna si sente sempre al secondo posto e la figlia, invece, investita di un ruolo che non le spetta e che la soffoca.]

3.La Svalutazione del figlio

Tutta questa giostra di “Devi fare ‘questo e quello’, sennò non sei degno del mio amore”; “Ho sbagliato tutto nella vita, sei il mio più grande fallimento” (quando non fa ‘questo e quello’); “Sei una persona problematica, credevo fossi più intelligente” o, dulcis in fundo “Non sei il figlio che mi aspettavo”,

in un’accozzaglia di aspettative irrisolte, cattiveria, sadismo, sensi di colpa e frustrazione, genera nel figlio una dinamica di svalutazione espressa all’ennesima potenza.

Cosa succede se invece il figlio fa “il bravo” e segue le orme forzate del genitore Narcisista? È facile: verrà elogiato ma verrà anche incolpato, che ne so, di avere un carattere bruttissimo, o di avere qualche altro difetto inaccettabile (d’altronde l’amore incondizionato del genitore Narcisista è impossibile da ricevere, c’è poco da fare).

In linea generale, il risultato ottenuto è l’idea che si insinua nel figlio di essere per il genitore un fallimento, e quindi, pure per il resto del mondo.

Una bella fregatura e un terreno più che fertile per incontrare poi partner narcisisti, perché è da qui nasce la Fame d’Amore. Quando cresci con la sensazione che ti manca sempre 10 per arrivare a 100, che come fai sbagli e vieni convinto dal genitore disfunzionale che c’è qualcosa in te che non va, facilmente sei preda di un partner Vampiro Emotivo che, mostrandoti riconoscimento per la prima volta (con il lovebombing), ti fa cadere nella sua trappola dandoti l’illusione di non sentirti più “difettoso” ma di essere amato come mai prima nella vita.

4.Un amore intermittente che passa di generazione in generazione

Sembra che io, fino a qui, abbia descritto dei mostri. Ad onor del vero, qualche gesto d’amore lo si riceve anche dal genitore Narcisista, spesso però sono gesti d’amore che hanno una funzione opportunistica (per ottenere qualcosa in cambio). E inoltre, sono gesti d’amore distribuiti in maniera intermittente. A volte sì, a volte no. A seconda di come gli gira.

Sinceramente non penso che esistano mostri, ma persone che si comportano come tali sì, perché fermi nella loro ferita infantile che non hanno saputo, voluto (o potuto) vedere e guarire.

La ferita infantile di non essere stati amati in modo sano dalla fonte di amore suprema che è il genitore.

Se questa ferita si cristallizza in modo permanente, abbiamo quello che viene definito dagli esperti, per l’appunto, Disturbo narcisistico di personalità.

L’empatia muore, lasciando conseguenze devastanti.

Se questa ferita non si cristallizza nel bambino, il quale mantiene viva la sua parte empatica, di solito abbiamo personalità dipendenti (o borderline, ma questa è un’altra storia), o come preferisco chiamarli io, “affamati d’amore”.

Detto in altri termini, un genitore Narcisista è figlio di un altro genitore Narcisista, in una catena che si ripete e si ripete fino a che non arriva qualcuno in grado di spezzarla.

E questa grande responsabilità toccherà ad un figlio empatico, il quale ha una parte emotiva funzionante che gli permetterà di mettersi in discussione, riconoscere e interrompere per sempre questo gioco al massacro (e non ripeterlo nemmeno inconsciamente, quindi, con i propri figli).

Ricapitolando: i figli, per un genitore Narcisista, sono oggetti ma con una funzione e quindi, più propriamente, degli strumenti (di riscatto, di ricatto, di Triangolazione e una vera e propria fonte di rifornimento narcisistico).

Il genitore Narcisista è spesso arido, freddo, sadico, crudele, ricattatore, tiranno e tende a non voler vedere il figlio per quello che è. Non lo ascolta, non lo comprende, non gli interessa e non se ne prende cura se non per convincerlo a fare quello che dice lui. Lo ricatta : se non sei chi dico io, non ti amerò abbastanza.

5.Come sopravvivere al genitore Narcisista

L’unico modo che abbiamo per sopravvivere al nostro genitore abusante, è farlo morire dentro di noi.

Un genitore di questo tipo, come abbiamo appena detto, non ti capisce, non ti sente, non ti vede per quello che sei. E questo non cambierà mai.

È la verità più dura che si possa mai accettare nella vita (a mio avviso).

L’idea del genitore che dovrebbe essere la prima fonte di accettazione, accoglienza, protezione, incoraggiamento o, per dirla più direttamente, di amore incondizionato, non è accostabile al nostro genitore disfunzionale.

Non è in grado di amarci incondizionatamente. Punto. E questo va accettato prima che sia troppo tardi.

Se non lo accettiamo, porteremo avanti nel tempo una mitizzazione di questa figura che non corrisponde alla realtà. Che non ci sente, non ci capisce e non ci vede.

I primi “a vedere” dobbiamo essere noi, per uscire dalla frustrazione del fatto che non riusciremo a cambiarli nemmeno con litigate furibonde, pianti di sangue e scenate apocalittiche.

In questi casi o si taglia il legame (quando troppo doloroso da sopportare) oppure si trova una via di comunicazione particolare, priva di emotività – ne parlerò in un altro articolo- che prevede l’utilizzo del metodo del Sasso Grigio.

Ma questo solo dopo aver fatto il funerale all’idea che avevamo del genitore Narcisista prima di “fargli tana”.

L’accettazione di quello che è (per come è) e di non poterlo cambiare – come sempre- è il primo passo. E pure quello più difficile.

Un pensiero riguardo ““Il genitore Narcisista – prima parte-”

  1. Per la mia esperienza posso dire che comprendere la vera natura di mia madre è stato devastante, l’ho capito a 40 anni, con due figli…. mi sono accorta che la vita che stavo facendo non mi piaceva, lavoravo sodo per dimostrare non so cosa e non so a chi… per essere accettata…. per essere come lei, meglio di lei…. di colpo ho quasi abbandonato il lavoro, adesso dedico più tempo ai miei figli e a me stessa…. scelgo in base a quello che sento che mi fa stare bene…. e di conseguenza fa stare bene i miei figli!! In tutto questo percorso sono stata seguita da una psicologa che ha coinvolto mio marito, la sua vicinanza e comprensione sono stati fondamentali, un anno di grandi sofferenze, ma anche di grande consapevolezza !! Ma diventare consapevoli comporta un grande dolore!

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