“La divinizzazione dell’oscurità- quando salvare il Vampiro diventa una missione -”

Dopo 14 anni di inferno, mi sono svegliata.

Dopo aver collezionato una relazione dopo l’altra con Vampiri Emotivi di vario genere, dopo esser finita due volte in ospedale rischiando di lasciarci le penne, dopo aver creduto di non voler vivere più perché il dolore era insopportabile e non capivo come mai andava sempre tutto storto nelle mie relazioni, ho aperto gli occhi.

La più grande rivelazione che ho avuto nel momento in cui la vita ha voluto vincere e ha deciso per me che fosse giunto il momento di affrontare i miei demoni interiori, è stata questa: avevo sempre fatto l’errore di divinizzare il lato oscuro degli uomini che sceglievo di avere accanto.

Quando avevo a che fare con persone genuine le allontanavo. Quando incontravo uomini che non mostravano di possedere una parte oscura (o forse, più propriamente, che la sapevano tenere bene sotto controllo oppure che l’avevano già affrontata) pensavo che non fossero “per me”.

Ho amato come non mai uomini “maledetti”, con un’ombra interiore da sembrare più una voragine, un pozzo senza fondo.

E questa zona d’ombra era così affascinante e mi mandava un richiamo così forte da farmi credere, per qualche strana falsa credenza che avevo insita in me (e per la mia ferita narcisistica), che avrei potuto un giorno fare luce su questa e che avrei potuto “salvare il Vampiro” di turno dalle sue stesse tenebre.

Qualcuno la chiama “sindrome da crocerossina”, io la chiamo “Divinizzazione dell’oscurità”.

Eppure la “sentivo” bene questa ombra, la riconoscevo da subito e una parte di me veniva costantemente gettata in uno stato di ansia perenne. Per quanto il mio allarme suonasse (poiché funzionante) io non interpretavo correttamente il segnale, mi lasciavo agganciare dal Vampiro invece di scappare.

E ho pagato caro questo non essere in alleanza con me stessa. Ho pagato caro il non saper interpretare i tentativi di salvataggio della mia anima che arrivavano sotto forma di “allarmi interiori che suonavano” o di stati di agitazione e ansia che mi gettavano sempre più in confusione.

Credevo di amare delle “anime perse” a cui tendevo la mano.

Ma che c’entra la divinizzazione in tutto questo? Vi starete chiedendo.

Se qualcuno di voi si riconosce nelle mie parole, sa benissimo quanto sia facile navigare nell’illusione, che il Narcisista ti dona da subito, di essere per lui un’ancora di salvezza.

La sua parte sofferente, che subito mette sul piatto (generalmente giocando la carta della Vittima di grandi torti e ingiustizie), spesso la accostiamo all’idea di avere a che fare con un essere ultraterreno.  

Una sorta di “Passione di Cristo”? La sofferenza degli ultimi che ti avvicina a Dio? Non lo so esattamente, ma queste descrizioni si avvicinano bene a quello che sento mentre scrivo.

Per quel che mi riguarda, trovavo estremamente avvincente l’idea di poter “riscattare” quell’anima sofferente da tutte le sue pene, irradiandola con l’abbondanza di amore che scorre nelle mie vene.

Dei Vampiri che ho incontrato amavo il loro falso Ego, non loro come persone, perché non li vedevo per chi erano davvero. Ero completamente “cieca” e loro lo sapevano. Se ne approfittavano, dandomi l’illusione di voler esser salvati. E invece, avevano la loro precisa missione: quella di provare a portarmi giù negli inferi con loro.

E quando mi accorgevo di essere all’inferno, mi flagellavo all’idea di non essere riuscita nella mia missione di salvataggio ma, anzi, di aver ottenuto per qualche strana ragione, l’effetto contrario.

Non solo non ero riuscita a guarirli ma loro erano riusciti a far ammalare me.

Il giorno in cui ho capito che questa missione di cui mi ero investita (legata alla mia fame d’amore e alla mia cecità emotiva) è una missione impossibile, mi sono svegliata.

Quando ho capito che è più importante salvare me stessa piuttosto che provare a salvare l’insalvabile, sono guarita.

Il giorno in cui ho ascoltato gli allarmi Interiori invece di ignorarli, mi sono illuminata.

Perché forse ero io (Con la mia zona d’ombra) ad aver bisogno della mia luce, non il Vampiro di turno.

Lui la voleva spegnere quella luce.

Ed io, oggi, sono qui a ricordargli che per fortuna non c’è riuscito.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...