“I ricordi col Narcisista visti da vicino”

Quando la relazione tossica finisce e abbiamo, con molto sforzo e dolore, ricostruito il quadro completo della situazione, una delle tante cose spiacevoli con le quali dobbiamo fare i conti (e sicuramente la più difficile da accettare) è che tutto era una farsa. Il sentimento che noi provavamo non era ricambiato in alcun modo, anzi, ogni singola parola, ogni singolo gesto erano studiati a tavolino dal Vampiro con l’unico scopo di ottenere più rifornimento narcisistico possibile da quella situazione in quel determinato momento.

A ripensarci, la cosa più triste è che nemmeno i ricordi belli, a questo punto, lo sono poi mai stati davvero. Una gita, un viaggio, un pranzo in riva al mare, una serata con gli amici, per quanto noi proviamo a conservarli nel cuore come momenti preziosi di condivisione, se osserviamo bene e più da vicino, sono sempre ricordi dolce-amari perché insindacabilmente accompagnati da una litigata, da una “punizione del silenzio del giorno dopo” o da una battutaccia velenosa, magari ricevuta davanti a tutti. Insomma, un ricordo bello è sempre “bilanciato” da una controparte negativa.

Se osserviamo attentamente, ci accorgiamo che non esiste un giorno passato in maniera serena senza alcun problema di sorta, senza che questo sia diventato, alla fine della fiera, un motivo per versare lacrime amare.

Chiaramente tutto questo dopo un periodo d’oro di giorni, settimane o mesi da mille e una notte. La fregatura più grande di tutte: il bombardamento d’amore che ti costringe a credere che, se vuole, lui è capace di regalarti momenti perfetti. E il fatto che questi momenti perfetti non riescano più a tornare – iniziata la fase di svalutazione -, ti costringe a credere che, invece, probabilmente sia tu la causa di questo sogno divenuto un incubo dal quale non si riesce più ad uscire.

Lui è stato in grado di darti la luna in un primo momento, distruggere tutto in un secondo e, ciliegina sulla torta, di buttare addosso a te la responsabilità della disfatta.

L’importante è ammetterlo a se stessi e rendersene conto. E non serve a niente rammaricarsi, credetemi. Bisogna provare a perdonarci perché in quel momento non sapevamo, non eravamo svegli e coscienti.

Lo so, essere truffati è sempre spiacevole e quando si tratta di sentimenti ancora di più.

L’unica cosa su cui possiamo lavorare è fare spazio. Cercare di buttare nel dimenticatoio tutto ciò che è successo, dopo esserci presi del tempo prezioso per elaborarlo, per darci la possibilità di costruire nuove memorie, nuovi ricordi, con persone che meritano davvero.

E tutto questo processo di costruzione di nuovi ricordi belli è possibile solo se ci facciamo una promessa: dobbiamo imparare a godere di questi con il cuore (e secondo me lo sappiamo già fare) ma soprattutto dobbiamo dare la possibilità alla testa di supervisionare sempre, dando fiducia alla nostra lucidità.

Da oggi saremo presenti a noi stessi.

Non vi sembra un ottimo presupposto per iniziare con positività il nuovo anno?

Buon 2019 allora, mettiamoci al lavoro!

 

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